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Come migliorare il posizionamento su Google i fattori da conoscere

Posizionamento su Google: i fattori da conoscere per migliorarlo

Un sito web è una vetrina in grado di attrarre molto traffico organico da parte di potenziali clienti interessati ai servizi e ai prodotti offerti, ma questo a patto di essere visibili, cioè di avere un buon posizionamento su Google.

Migliorare il posizionamento permette di aumentare la visibilità del sito su Google e, di conseguenza, di poter ricevere maggiori contatti da potenziali clienti interessati.

In questo artciolo vedremo le best practice per migliorare il posizionamento su Google.

Come funziona il posizionamento su Google?

Google si pone l’obiettivo di fornire alle ricerche dei propri utilizzatori una lista di siti web reputati come di valore e in grado di rispondere alle loro esigenze.

Il posizionamento su Google indica l’ordine con cui i siti web vengono restituiti a chi digita una ricerca in base alle valutazioni del suo algoritmo, che prende in considerazione migliaia di elementi (chiamati fattori di ranking), in modo da appurare il valore di un sito e stimare la sua capacità di rispondere alle esigenze degli utenti.

I siti posizionati più in alto chiaramente sono quelli reputati come di maggiore valore e più in grado di offrire soluzioni soddisfacenti a chi ne fa richiesta.

Statisticamente solo lo 0,78% degli utenti di Google fa clic sui risultati della seconda pagina, mentre la maggior parte dei click degli utenti si concentrano sui primi tre risultati presenti in SERP (cioè nella pagina dei risultati di ricerca). Per questo motivo è molto importante aumentare il ranking delle pagine del proprio sito su Google.

Come verificare il posizionamento di un sito su Google

Per verificare il posizionamento di un sito su Google esistono diversi metodi, tra cui:

  • Digitare la query sulla barra di ricerca di Google (meglio controllare dalla navigazione in anonimo per un risultato più veritiero)
  • Controllare tramite la Google Search Console
  • Utilizzare tool SEO specifici per il monitoraggio (come SEO Zoom, SEM Rush, Ubersuggest, eccc…)

Invece, per quanto riguarda l‘indicizzazione su Google, cioè il processo di inserimento della pagina web all’interno dell’indice del motore di ricerca è possibile verificarlo con due metodi:

  • Comando “site”: digitando sulla barra di ricerca “site:” seguito dall’url del sito (es. site:spider-link.it) sarà possibile verificare tutte le pagine del sito indicizzate
  • Google search console: inserendo l’url sulla barra di ricerca della Google Search Console è possibile visualizzare los tato di indicizzazione della pagina

Per accellerare il processo di indicizzazione su Google di una pagina è possibile richiederne l’indicizzazione manuale tramite la search console o utilizzare l’API Indexing.

Come migliorare il posizionamento su Google

Come abbiamo detto, ci sono molti fattori di ranking che vengono presi in considerazione dall’algoritmo di Google per determinarne il posizionamento di una pagina web.

Vediamo insieme i principali elementi da prendere in considerazione per migliorare il posizionamento su Google.

1. Analisi dell’intento di ricerca

Gli algoritmi di Google si pongono l’obiettivo di fornire agli utenti la migliore soluzione in relazione all’intento di ricerca percepito. L’intento di ricerca consiste nella motivazione che spinge gli utenti a effettuare la ricerca.

L’intento di ricerca di una query può essere di tipo:

  • informativo: l’utente cerca informazioni per risolvere un proble,a
  • transazionale: l’utente cerca attivamente un prodotto o servizio
  • navigazionale: l’utente cerca uno specifico Brand
  • locale: l’utente cerca informazioni per raggiungere un posto fisico

Una chiave come “scoperta dell’America” ha ragionevolmente un’esigenza di ricerca informazioni. Ad esempio: chi ha scoperto l’America?quando è stata scoperta l’America?Le fasi della scoperta dell’America

Scarpe da corsa” in teoria potrebbe avere un intento di ricerca informativo sulle caratteristiche di tali prodotti, ma molto più probabilmente si tratta di un intento di ricerca transazionale. Google, quindi, fornisce una selezione di store tra i quali una persona può scegliere quelli più opportuni al suo caso.

Per migliorare il posizionamento su Google dobbiamo, quindi, produrre dei contenuti in linea con l’intento di ricerca dell’utente, cercando di risultare più esaustivi e aggiornati della concorrenza, per aumentare le possibilità di ricevere condivisioni, menzioni e link da siti interessati.

Grazie all’analisi delle parole chiave, possiamo trovare i termini che il nostro pubblico utilizza per cercare in rete i nostri prodotti/servizi. Sulla base di queste parole chiave dobbiamo realizzare contenuti ottimizzati che siano realmente rispondenti all’intento di ricerca dei visitatori e facilmente comprensibili dai motori di ricerca.

2. Ottimizzazione SEO dei contenuti

Un’altra attività per aumentare il posizionamento SEO su Google riguarda l’ottimizzazione dei contenuti. In particolare è necessario ottimizzare a livello SEO i vari elementi interni delle pagine come:

  • URL: il percorso della pagina web
  • Title: il titolo della pagina per i motori di ricerca
  • Description: un riassunto del contenuto della pagina per i motori di ricerca
  • Headings Tag (H1, H2, H3, ecc…): titoli dei paragrafi che permettono di segnalare con facilità ai motori di ricerca il contenuto di ogni sezione di testo

Ovviamente sarà necessario realizzare contenuti che siano anche piacevoli alla vista e facili da leggere, applicando il grassetto in modo da invogliare la lettura. Anche la facilità con cui un testo si legge incrementa il tempo di permanenza e giova al posizionamento su Google.

3. Architettura di link interni

I link interni sono risorse preziose per spingere gli utenti a visitare ulteriori contenuti e fare conoscere le pagine ai motori di ricerca.

I link interni permettono di richiamare l’attenzione dei visitatori su pagine attinenti a quelle di interesse, per trasmettere traffico e link juice a contenuti che vogliamo promuovere, per segnalare a Google risorse interne che intendiamo fare indicizzare.

4. Tempi di caricamento

Le performance del sito web sono molto importanti ai fini del posizionamento. Minore è il tempo del sito impiegato per fornire i contenuti richiesti, più lo si valuta come appagante. Pertanto un sito che richiede 5-10 secondi per caricarsi viene percepito come meno funzionale rispetto a uno che impiega soltanto 1 o 2 secondi.

Molto importante quindi è focalizzarsi su tutti quegli aspetti tecnici che incidono sui tempi di caricamento delle pagine come:

  • intestazioni di scadenza (header) per indicare ai browser se caricare o meno un elemento, con conseguente risparmio di tempo
  • abilitazione di compressione gzip
  • ottimizzazione codice Javascript e CSS
  • distribuzione dei contenuti attraverso una rete CDN per fornire agli utenti le risorse dai server geograficamente più vicine

Tool come Google Pagespeed Insights ci danno un’idea degli elementi che incidono maggiormente sui tempi di caricamento, evidenziano anche l’incidenza di ogni elemento sui core web vitals (gli indicatori di prestazioni delle pagine). Possiamo avere ad esempio elementi che a cascata bloccano la comparsa degli altri, elementi che fanno muovere gli altri mentre si caricano ecc.

5. Visualizzazione da mobile

Oggi la maggior parte degli utenti naviga da dispositivi mobile, pertanto i siti web devono caricarsi in poco tempo ed essere perfettamente visualizzabili da smartphone e tablet.

Google mette a disposizione un apposito test di visualizzazione mobile che permette di valutare la visualizzazione da mobile di una pagina web e di appurare quali elementi incidono più su di essa.

6. Ottimizzazione delle immagini

Anche le immagini sono elementi importanti a fini SEO: i contenuti visivi attraenti possono ottenere visite da Google Images e rafforzare l’effetto comunicativo delle pagine.
Per questa ragione dobbiamo preoccuparci nel sito immagini di buona qualità e non troppo pesanti. Un peso eccessivo infatti si traduce in un aumento dei tempi di caricamento.

Le immagini possono essere ottimizzate lato SEO attraverso i propri campi principali quali:

  • il nome del file: l’immagine deve essere rinominata inserendo la parola chiave
  • il Title: il testo che appare quando si passa con il cursore sopra l’immagine
  • il tag alt: il testo alternativo che appare in caso di immagine assente
  • il testo della didascalia

In questo modo si forniscono informazioni ai motori di ricerca sul significato dell’immagine in relazione a quello della pagina. Inoltre, in seguito all’ottimizzazione, è possibile migliorare il posizionamento su Google immagini.

7. Problemi tecnici

Purtroppo il sito può essere interessato anche da problemi tecnici che rendono difficile indicizzarsi, ovvero fare memorizzare ai motori di ricerca i propri contenuti. Se l’indicizzazione non avviene non è possibile nemmeno posizionarsi.

Grazie alla Google Search Console è possibile appurare se delle pagine restituiscono errore 404 ovvero se certi URL presenti nel sito non restituiscono alcuna risorsa. Correggendo tali errori possiamo evitare di perdere traffico prezioso e posizionamento.

8. Link building

Oltre ai fattori di SEO on-site – riferiti alle caratteristiche interne del sito in questione – ci sono anche i fattori di seo off-site – ovvero provenienti dall’esterno del sito – che vengono valutati ai fini del posizionamento su Google.

I fattori on-site vengono valutati come referenze che attestano l’importanza del sito nel proprio settore e l’autorevolezza. I backlink sono importanti attestazioni della qualità di un sito web, pertanto vengono presi in grande considerazione da Google, che se ne serve come uno dei principali fattori alla base del ranking.

Pensiamo ai backlink proveninti da altri portali come a certificazioni e referenze del mondo fisico. Al crescere del numero di riconoscimenti e in relazione all’autorevolezza.

I link, per portare autentico valore, non devono essere contrassegnati da attributo nofollow, un tag che indica ai motori di ricerca che devono smorzare la link juice altrimenti portata dal collegamento. Una link building composta di soli link senza nofollow (familiarmente detti dofollow) è tendenzialmente sospetta siccome tutti i siti in genere ricevono anche collegamenti neutri (come dai social network e dai commenti nei blog). Per questa ragione i consulenti si occupano di mantenere una link building che includa sia link nofollow che dofollow in proporzioni tali da rendere il profilo complessivo dei link naturale.

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Un’attività di link building, per produrre benefici, deve essere svolta in maniera apparentemente naturale, perciò i link devono essere ottenuti da portali differenti e senza seguire una progressione costantemente regolare nel tempo. Le agenzie di link building si occupano di ottenere backlink da portali autorevoli nel proprio settore, realmente visitati e dal brand conosciuto, affinché siano in grado di portare reali benefici al sito in fatto di ranking.

Gli esperti nella link building si occupano anche della scelta di parole chiave vantaggiose da utilizzare come anchor text per i backlink. Determinate keyword sono particolarmente ricercate e perciò appetibili in ottica SEO, tuttavia puntare sempre e solo su quelle del maggiore traffico rischia di allertare i motori di ricerca sulla naturalezza di queste strategie. Possiamo quindi optare su parole chiave long tail ovvero meno ricercate singolarmente, ma che complessivamente possono portare maggiori volumi di traffico.

Adottando una corretta strategia di link building è possibile generare una serie di link in entrata che non riflettono pattern precisi, quindi al sicuro da penalizzazioni.

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