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Link building: quando conviene farla

Quando serve davvero la link building?

Come già sai se frequenti questo blog da un po’ di tempo, la link building è una delle strategie più performanti per migliorare il posizionamento di un sito. Come tutte le tecniche di web marketing, deve essere però svolta con cognizione di causa per assicurarsi che produca effetti apprezzabili. Possono esserci situazioni nei quali i link aiutano a migliorare il ranking e altre dove sono inutili o addirittura dannose. E quali sono queste situazioni?

Quando è davvero utile la link building?

Chiariamolo subito. I servizi link building non sono la panacea per tutti i mali. Non è una strategia che può miracolosamente scansare i problemi preesistenti del sito che rallentano il suo posizionamento o che spingono gli utenti a uscire, in cerca di soddisfazione altrove.

Se un sito impiega 10 secondi a caricarsi, la link building non lo aiuterà.

Se un sito è pieno di contenuti striminziti e magari copiati, i link non renderanno gli utenti più soddisfatti.

Se ci sono problemi tecnici che interrompano o complicano il processo di acquisto, i link non saranno in alcun modo di aiuto.

Come puoi intuire, l’assenza di link di rilievo non è sempre la ragione alla base del mancato posizionamento. Google cerca di mettersi nei panni dell’utente medio di un sito per capire se esso possiede le carte giuste per soddisfarlo. Perciò gli algoritmi valutano un sito applicando contemporaneamente centinaia, forse migliaia di criteri, per simulare una valutazione che si avvicini il più possibile a quella che un utente può formulare.

La presenza di link più o meno rilevanti è uno di questi fattori. Sicuramente i link costituiscono attestazioni di valore molto importanti per un sito web: possiamo immaginarle come le referenze lavorative, o come le pubblicazioni in ambito accademico. Più ce ne sono, e più alto è il loro valore, e meglio è per chi le riceve.

Perciò l’acquisizione di link viene vista in genere come uno strumento portentoso per fare crescere il posizionamento. Non ranki? Compri il link dal sito giusto, ed ecco fatto.

Intendiamoci, non è impossibile che avvenga davvero qualcosa del genere.

Errori di link building da evitare

Non tutti i fattori del posizionamento hanno lo stesso peso, e probabilmente l’importanza individuale di ciascuno di essi varia a seconda del settore. In settori complessi come quello finanziario o medico, per esempio, gli elementi che attestano autorevolezza sono molto preziosi ai fini del ranking. In casi come questi, link da siti molto apprezzabili possono davvero fare la differenza, e pertanto è sorto un florido mercato di compravendita di backlink che risponde a queste esigenze. “Pompare” un sito di link belli forti è pratica comune, e tendenzialmente vantaggiosa. Comunque, devi tenere conto di alcuni problemi.

Se un sito presenta delle gravi carenze strutturali o se appartiene a un brand che nessuno nomina mai, come fa a ricevere link a profusione? Come fa un sito che non pubblica contenuti da un anno, a ricevere ogni mese 5 o 10 link in più? Queste situazioni possono attivare un campanello d’allarme nella “testa” di Google, e può condurre a sterilizzare il valore dei link ottenuti in maniera non naturale oppure a eseguire vere e proprie penalizzazioni.

Una link building svolta in maniera automatica, basata sul concetto di mera quantità, non è destinata ad avere vita lunga. Pensiamo alla pratica di spargere in rete decine di comunicati stampa allo scopo di generare backlink a macchinetta. Google sa da tempo che questo genere di portali sono visitati principalmente dalle persone stesse che pubblicano i contenuti, e non da persone in cerca di soluzioni alle proprie esigenze. Che peso dovrebbe mai dare a questo genere di backlink?

Quando è utile la link building?

La link building non dovrebbe essere una medicina quanto un integratore, una componente in grado di valorizzare e migliorare le prestazioni dell’organismo/sito.

I link sono un boost potente che migliora l’effetto delle qualità positive di un sito. Un portale facilmente navigabile, dai contenuti esaustivi e originali sviluppati attorno alle esigenze delle persone, dai tempi di caricamento accettabili, è un sito che ha le carte in tavola per migliorare il posizionamento come effetto dell’acquisizione di link di buon livello.

Una link building dall’apparenza naturale, svolta con regolarità fornisce in un certo qual modo una sorta di “scudo di autorevolezza” da possibili penalizzazioni e da cali di posizionamento dovuti a periodici update di algoritmi. Non si tratta di una regola fissa, ma di un “bonus di credibilità” che potrebbe spettarti come conseguenza indiretta di una link building svolta con perizia. Google probabilmente, almeno in certi casi, si abitua a prendere per buoni i contenuti di un sito e a garantirne per un po’ un buon posizionamento.

Una link building svolta verso siti differenti, attraverso guest post originali e concepiti per essere utili per i lettori, aiuta a sostenere questo cuscinetto di visibilità e a mantenere il ranking sempre soddisfacente.

I contenuti pubblicati in altri portali devono essere realizzati secondo altri criteri di qualità: non bisogna assolutamente dare l’impressione che soltanto gli articoli scritti per il nostro blog siano ben curati, mentre quelli offerti ad altri vengono trascurati. I guest post devono quindi rispondere a una esigenza informativa del lettore, affinché il sito ospitante sia invogliato a pubblicarli per ottenere più traffico attraverso essi.

Una link building davvero utile viene svolta attraverso siti di tipo differente, per assicurarne una apparenza di spontaneità. Un brand riconosciuto come autorevole nel proprio settore solitamente viene linkato da soggetti differenti, interessati a quanto ha da offrire.

Attraverso tool come Seozoom, Majestic SEO e Ahrefs possiamo analizzare il profilo dei link dei siti dei concorrenti per scoprire da dove provengono. Può trattarsi di siti di news, portali tematici del settore, siti di professionisti o di appassionati, portali di partner e clienti.

Tra questi possiamo escludere questi ultimi per ovvie ragioni, e rivolgersi a quei siti web che possono essere interessati a linkare anche il nostro brand. Con Seozoom o Semrush possiamo analizzare per quali keyword non sono ancora sufficientemente posizionate, e proporre guest post focalizzati su tali argomenti (meglio ancora se non sono in concorrenza con i propri obiettivi). In questo modo ci assicureremo di offrire alla controparte un contenuto di valore che possa apportare del traffico in più.

Una link building naturale non comprende soltanto link dal pieno potenziale SEO, ma anche backlink contrassegnati con attributo nofollow. Il nofollow è un tag che indica a Google di non tenere conto del collegamento per trasferire link juice. E perché una link building naturale dovrebbe servirsi di questi collegamenti “neutri” per la SEO?

Perché molti siti concedono link in uscita soltanto con attributo nofollow, specialmente nell’area commenti, per evitare che i preziosi collegamenti vengano utilizzati per aumentare il ranking indiscriminatamente. Quindi un sito normalmente riceve sia backlink con che senza attributo nofollow, come conseguenza della propria visibilità naturale.

I consulenti di link building quindi si occupano di mantenere un rapporto vantaggioso tra i link con e senza nofollow, affinché i backlink a forza piena conducano benefici, senza per questo dare l’impressione ai motori di ricerca che si tratti di una acquisizione pilotata.

L’ottica alla base di una link building che valga davvero la pena di essere fatta consiste nel rivolgersi a siti

  • reputati utili nel proprio settore
  • che non siano usi a concedere collegamenti a chiunque
  • che ospitino contenuti di valore convincente

Le directory e le liste di siti, ad esempio, in genere vengono ritenuti siti sorpassati dall’efficienza dei motori di ricerca; tuttavia, se ci troviamo di fronte a portali periodicamente aggiornati, guidati da un controllo di qualità, può avere senso servirsene per segnalare i propri contenuti.

Allo stesso tempo bisogna curare anche la qualità del proprio sito. Se il nostro portale rimane abbandonato a se stesso è meno probabile che attragga link in modo naturale, e questo Google lo sa. Per questo applicare una strategia di content marketing al proprio sito, realizzare nuovi contenuti e aggiornare quelli preesistenti, fornisce “l’humus” necessario agli occhi dei motori di ricerca per ottenere i link.

Anche lavorare per aumentare la notorietà del proprio brand sui social network può aiutare a ottenere una link building dall’aura naturale: condividere i contenuti nelle community pertinenti aiuta a ottenere traffico spontaneo e a generare condivisioni che forniscono segnali indiretti di notorietà.

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