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Ricerca Americana dimostra “Come Aumentare il CTR ORGANICO delle tue pagine WEB”

Ricerca Americana dimostra: “Come Aumentare il CTR ORGANICO delle tue pagine WEB”

Se vuoi capire come funziona il CTR organico e come gli utenti agiscono sulle SERP di Google, questo è l’articolo che fa per te. 

Ti riportiamo la traduzione (e un leggero adattamento del testo) di una fantastica ricerca eseguita da Brian Dean grande esperto SEO e fondatore di Backlinko, sito tra i più autorevoli a livello mondiale della materia.

Di carne al fuoco ce n’è molta quindi, se vuoi capire come aumentare il CTR delle tue pagine web, mettiti comodo e prendi appunti: ci sono numeri molto interessanti su cui puoi fare dei ragionamenti per incrementare il traffico al sito in maniera organica.

Buona lettura.

Abbiamo analizzato 5 milioni di risultati provenienti da ricerche su Google

ECCO COSA ABBIAMO IMPARATO SUL CTR ORGANICO

Abbiamo analizzato 5 milioni di risultati provenienti da ricerche su Google per capire meglio il CTR organico.

Ci siamo prima concentrati sui dati del CTR di 874.929 pagine collegate a 5.079.491 query di ricerca.

Dopodiché su fattori come: lunghezza del Tag Title, Sentiment e Meta Description, e di come questi influenzino il Click-Through Rate.

Grazie ai dati forniti da ClickFlow siamo riusciti ad analizzare diversi account Google Search Console.

Fatte queste premesse, partiamo subito col guardare i risultati.  

Ecco i punti chiave che sono emersi dalla ricerca

  1. Il primo risultato organico di Google ha un CTR medio del 31,7%
  2. Il primo risultato organico di Google ha possibilità di essere cliccato 10 volte maggiori rispetto a quello in decima posizione
  3. Il CTR delle posizioni comprese tra la settima e la decima è pressoché lo stesso. (Ciò significa che salire di poco dal fondo della prima pagina probabilmente non comporterà un aumento del traffico)
  4. Mediamente, salire di una posizione nella SERP, comporta un aumento del 31,8% del CTR (considerando che nelle prime posizioni l’incremento è significativo, mentre nelle ultime è poco rilevante)
  5. I Tag Title che contengono una domanda hanno un CTR maggiore del 14,1%, rispetto a quelli che non la contengono
  6. I Tag Title che hanno tra i 15 e i 40 caratteri hanno un CTR maggiore dell’8,6% rispetto a quelli più lunghi
  7. Gli URL che contengono una Parola Chiave generano un 45% di Click in più rispetto a quelli che non la contengono
  8. Aggiungere “Power Words” nel Tag Title può far abbassare il CTR. Abbiamo riscontrato un calo del 13,9% rispetto ai Tag Title che non le contenevano.
  9. I titoli emozionali incrementano il CTR mediamente del 7%.
  10. Creare una Meta Description aumenta il CTR mediamente del 5,8%.

Qui sotto trovi dati e informazioni più dettagliate sui risultati della nostra analisi. 

Il PRIMO risultato organico di Google ottiene il 31,7% dei clicks

L’obiettivo inziale della nostra ricerca è stato quello di determinare i parametri chiave del CTR.

Utilizzando tutti dati a nostra disposizione, di oltre 5 milioni di risultati, abbiamo riscontrato che la prima pagina di Google ottiene di gran lunga il più alto CTR.

Mentre abbiamo riscontrato un netto tracollo dalla seconda pagina in poi.

Di fatto, solo lo 0,78% di chi fa una ricerca su Google clicca su qualche annuncio dalla seconda pagina in poi.

E questa tendenza rimane costante anche in altri studi eseguiti, come questa di Advanced Web Ranking

Visti i numeri irrilevanti della seconda pagina, ci siamo voluti concentrare esclusivamente sui risultati della prima pagina

Abbiamo quindi rifatto la stessa analisi escludendo tutti i dati dalla seconda pagina in poi, eliminando anche le query che avrebbero potuto falsare i risultati, alzando il CTR in maniera anomala (come le ricerche Brand).

Dopo questo settaggio dei dati, abbiamo riscontrato che il primo risultato organico nella prima pagina di Google, ottiene un CR del 31,7%.

Qui sotto puoi vedere invece come si abbassa il CTR man mano che si scende di posizione nella SERP di Google.

È chiaro che per chiunque si occupi di SEO, o comunque ne mastica, non è una grossa scoperta. Non è un segreto che la prima posizione vale molto più di tutte le altre.

Come puoi vedere però, la prima posizione ha un CTR 10 volte maggiore rispetto all’ultima.

Come ha dimostrato una ricerca di Moz, gli utenti cliccano istintivamente sul primo risultato di Google e questo spiega anche il grosso divario con la seconda posizione, nonostante questa sia appena sotto.

COSA PORTARTI A CASA: La prima posizione di Google si prende il 37,1% di tutti i click.

Il CTR organico si IMPENNA dalla quinta posizione… ma anche in terza!

Se è vero che la prima posizione ottiene il CTR più alto, è anche vero che ci sono molti click che si possono accaparrare nelle restanti posizioni.

È bene però precisare che nelle posizioni dalla 6 alla 10 rimangono le briciole, mentre ci sono dei picchi significativi che iniziano dalla posizione 5.

Ciò evidenzia due cose:

  1. molti utenti non scrollano oltre la quinta posizione
  2. salire dalla sesta alla quinta posizione comporta un notevole incremento del CTR 

Ma possiamo notare un ulteriore incremento del CTR dalla terza posizione.

Ciò potrebbe essere dovuto dal fatto che, nelle SERP dove non sono presenti ads o features varie, il terzo risultato organico compare nell’Above the Fold; non serve quindi scrollare per vederlo.

Immagine che contiene testo  Descrizione generata automaticamente

Il dato emerso è che, il 75,1% dei click se li dividono le prime TRE posizioni di Google.

COSA PORTARTI A CASA: l’obiettivo non dovrebbe essere “posizionarsi in prima pagina di Google”, ma piuttosto arrivare in cima o almeno nelle prime tre posizioni, perché queste si dividono il 75% dei click. 

Salire di una posizione comporta un incremento del CTR del 30,8%

Abbiamo scoperto che, a parità di condizioni, scalare una singola posizione in Google comporta un incremento del CTR del 30,8%.

Tuttavia questo incremento non è per nulla distribuito equamente.

L’impatto sul CTR infatti varia parecchio in base alla posizione di partenza.

Immagine che contiene tavolo  Descrizione generata automaticamente

Ad esempio, scalare dalla nona posizione all’ottava, comporta un incremento di click del 5%. Non è un grande differenza.

Scalare invece dalla sesta alla quinta, significa ottenere un 53,2% di click in più.

COSA PORTARTI A CASA: scalare una singola posizione nella prima pagina di Google comporta mediamente un incremento del CTR del 30,8%, ma dipende dalla posizione da cui parti. Il picco maggiore l’abbiamo riscontrato a metà: scalando dalla sesta posizione alla quinta

Molti siti ottengono 8,1 click per ogni singola query

Per tutte le query analizzate in Google Search Console, abbiamo osservato anche i click generati.

E abbiamo scoperto che molte di esse ottengono pochissime impressions.

Questo ci dimostra che molte delle keyword sulle quali un sito si posiziona sono a “coda lunga” e quindi con bassi volumi di ricerca, oppure che il sito non è ben posizionato per queste parole chiave. o entrambe le cose.

E giustamente, uno scarso numero di impressions comporta un basso numero di click (8,1 per query).

COSA PORTARTI A CASA: “essere posizionati per N parole chiave” non è una metrica attendibile. Spesso le pagine si posizionano per keyword con scarsi volumi di ricerca, generando impressions e click da un basso numero di query.

Titoli che contengono domande hanno un CTR sopra la media

Abbiamo confrontato il CTR tra i titoli che contengono una domanda e quelli che non la contengono (oltre a quelli con punto di domanda, includiamo anche quelli che comprendono i termini “Perché, Come, Chi, Cosa”).

Il risultato è stato che i “titoli domanda” generano un Click Through Rate maggiore del 14,1%.

Qui puoi vedere la differenza nei primi 10 risultati.

Questo dato è perfettamente coerente con altri studi relativi al CTR delle headlines, come questo pubblicato su Social Influence.

Il motivo per cui le domande incrementano il CTR, è perché chi fa una ricerca su Google sta fondamentalmente cercando risposte (non a caso le ricerche si chiamano “query”, che significa richiesta, domanda, dubbio).

E trovarsi di fronte a una domanda rassicura l’utente che, cliccando su quel titolo, dall’altra parte troverà la risposta che cerca.

Per esempio: ho utilizzato un titolo domanda per questa pagina ottimizzata per la parola “nofollow link”.

Secondo Google Search Console, la pagina ha un CTR del 29,2%

Molte persone che cercano termini generici come “nofollow link”, vogliono sapere che cos’è un link nofollow. Il titolo domanda che ho utilizzato, lascia intendere all’utente che cliccando troverà la sua risposta.

COSA PORTARTI A CASA: i titoli che contengono una domanda generano un CTR del 14,1% più alto rispetto a quelli normali. 

I Tag Title compresi tra i 15 e i 40 caratteri hanno il CTR migliore

Qual è la lunghezza ideale per il Tag Title? Meglio titoli lunghi? Corti? Oppure titoli che contengono molte informazioni sul contenuto?

Stando ai nostri dati, devi fare una via di mezzo.

Nello specifico, abbiamo riscontrato un maggiore CTR nei titoli con un numero di caratteri compreso tra i 15 e i 40.

Nonostante nei titoli più lunghi sembra esserci un beneficio in termini di SEO (più parole=più keyword), ciò è smentito da un palese CTR più basso.

Effettivamente, in Etsy hanno testato molte varianti di tag Title in un esperimento SEO da loro eseguito, dichiarando che “dai nostri risultati è emerso che i Tag Title corti performano meglio di quelli lunghi”.

L’autore di questo post afferma più che altro che i titoli corti performano meglio a causa del match con le query. Secondo la nostra analisi più che la corrispondenza in sé, è il CTR a giocare un ruolo fondamentale.

COSA PORTARTI A CASA: i Tag Title tra 15 e 40 caratteri ottengono un CTR maggiore dell’8,6% rispetto a quelli più lunghi. 

Gli URL che contengono la parola chiave influenzano l’aumento del CTR

Abbiamo voluto vedere se gli URL contenenti parole chiave impattano positivamente sul CTR.

Ci siamo chiesti ad esempio: per gli utenti che cercano “viaggi da fare nel weekend”, un URL come viaggi.it/viaggi-da-fare-nel-weekend, otterrebbe un CTR maggiore rispetto a un ipotetico viaggi.it/pagina-viaggi?

Per fare questa analisi, abbiamo osservato ognuna delle query di ricerca e l’abbiamo comparata con il relativo URL, attribuendo un “indice di somiglianza” compreso tra 0% e 100%.

Lo 0% indica che non c’è alcuna similitudine tra i due elementi (parola chiave e URL), mentre il 100% consiste nella corrispondenza esatta. 

Abbiamo inoltre ignorato punteggiature e simboli vari, e considerato allo stesso modo alcuni termini (libro/libri, torta/torte, ecc…).

Il risultato è stato che abbiamo individuato una stretta correlazione tra gli URL contenenti la parola chiave e il CTR (con un livello di probabilità molto significativo, pari allo 0,01).

Va anche precisato che il CTR migliore risulta dove c’è una corrispondenza esatta, ma i dati dimostrano che anche una corrispondenza parziale, comporta un significativo incremento.

La guida SEO di Google stesso ricorda che gli URL delle tue pagine sono visibili nelle SERP, e raccomanda di utilizzare “URL con parole che siano rilevanti per il contenuto del tuo sito…”.

Dato confermato anche in una ricerca pubblicata da Microsoft nel 2012, la quale evidenzia come un dominio “familiare” per l’utente , ottenga un CTR maggiore rispetto a uno che non lo è.

Sembrerebbe che gli utenti web prestino molta attenzione agli URL per trovare corrispondenza coi loro quesiti.

COSA PORTARTI A CASA: abbiamo riscontrato un incremento del CTR del 45%, per le pagine con una corrispondenza esatta (l’intera query di ricerca nell’URL), rispetto a quelle dove non ne era presente alcuna.

Le “Power Words” possono influenzare negativamente
il Click Through Rate

Le cosiddette “Power Words”, come ad esempio:

  • segreto
  • esplosivo
  • definitivo
  • perfetto
  • migliore
  • folle
  • straordinario
  • ecc…

sono parole e frasi spesso utilizzate nelle headline per potenziarle e generare più clicks (almeno in teoria), 

I dati ci dicono invece che le Power Words in realtà riducono il CTR del 13,9%

La mia teoria è che, mentre possono essere uno strumento efficace per attirare l’attenzione su una piattaforma come Facebook, su Google risultano essere “specchietti per allodole”, clickbait.

Ad esempio, osserva i primi TRE risultati per la keyword “how to write headlines”(come scrivere headline):

Per una keyword del genere ti aspetteresti di trovare titoli “pompati” come “how to write insanely amazing headlines” (come scrivere headline pazzesche).

Tuttavia, come puoi vedere, sono presenti Tag Title piuttosto moderati:

COSA PORTARTI A CASA: le Power Words possono funzionare sui social media, ma possono invece penalizzare il tuo Click Through Rate su Google. Abbiamo riscontrato un calo del CTR pari al 13,9% nei titoli che le contenevano, rispetto a quelli che non le avevano. 

I titoli emozionali incrementano il CTR

I dati ci dimostrano che i titoli che ispirano emozioni positive o negative, ottengono un maggior CTR rispetto a quelli “neutri”.

Nello specifico, abbiamo riscontrato un incremento del 7,3%, scoprendo che emozioni negative e positive funzionano bene in egual modo.

Tenendo in considerazione alcune variabili (tra cui la posizione in SERP), è infatti emerso che i titoli che evocano emozioni positive hanno generato un incremento del 7,4%, mentre quelli con accezione negativa del 7,2%.

Per fare questa analisi, abbiamo esaminato ogni parola presente nei titoli per definirne la polarità, abbiamo assegnato a ogni titolo un punteggio per determinare se il “sentiment” fosse positivo o negativo.

Ad esempio, un titolo come questo è stato considerato “neutro”:

Mentre a questo è stato assegnato un punteggio “positivo”:

Esistono molti studi che evidenziano come le headline con taglio emozionale generino un maggior coinvolgimento, come questo di Buzzsumo.

Ma non sono riuscito a trovare alcuno studio specifico che dimostri la diretta correlazione tra Tag Title con taglio emozionale e il CTR. I dati che abbiamo raccolto però lo evidenziano.

Ciò che risulta interessante è il fatto che le Power Words sono penalizzanti, mentre i titoli emozionali lo aumentano.

Potrebbe essere che il sentiment è una metrica molto più complessa della semplice presenza o assenza di una singola Power Word. È infatti possibile scrivere un titolo emozionante pur senza utilizzarne alcuna.

E un titolo che preme i pulsanti giusti senza sembrare clickbait, spicca in SERP e genera più click.

COSA PORTARTI A CASA: I titoli che generano emozioni sia negative che positive, ottengono un CTR più alto rispetto a quelli neutri.

Le pagine con una Meta Description ottengono un CTR più alto rispetto a quelle che non ce l’hanno

Nonostante le Meta Descriptions non impattano direttamente sulla SEO, è lo stesso Google a raccomandare di scriverne una per ogni singola pagina del tuo sito.

Di fatto, in Google affermano che le descrizioni scritte bene possono incrementare il numero di click che riceverai.

Per questo abbiamo pensato di mettere a confronto il CTR tra pagine con e senza meta description. 

È emerso che, dove è presente, il risultato è stato maggiore del 5,8%.

Nonostante Google non utilizzi sempre le descrizioni che tu scrivi, le tue Meta Description compaiono molto spesso in SERP. E questo non sorprenderà certo chi ha esperienza con la SEO.

Il punto è che senza una chiara descrizione da utilizzare, Google estrapolerà in autonomia un pezzo di contenuto dalla tua pagina e lo riporterà in SERP sotto al titolo.

E il testo che verrà mostrato, solitamente risulta meno accattivante di una descrizione scritta bene e con criterio.

COSA PORTARTI A CASA: scrivere Meta Description per ogni pagina del tuo sito, può contribuire a un incremento del CTR, del 5,8%. 

Fine.

Le nostre considerazioni Finali

Come specificato a inizio articolo, ciò che hai letto è la traduzione di una ricerca eseguita da Brian Dean e lo staff di Backlinko (l’articolo originale lo trovi qui).

L’abbiamo condivisa perché i dati e gli spunti emersi sono oggettivamente molto interessanti e sicuramente da tenere in considerazione per aumentare il traffico organico sulle tue pagine web.

Ci auguriamo tu lo possa trovare utile e che possa trarne beneficio per il tuo sito.

C’è un “ma” in tutto questo…

Come ha confermato la ricerca, è inutile pensare ad aumentare il CTR se il tuo sito non è posizionato in prima pagina di Google e che occupi anche una buona posizione in SERP.

I fattori che determinano il posizionamento sui motori di ricerca sono moltissimi. Alcuni più importanti e altri meno, ma nel complesso incidono tutti.

Tra questi ce n’è uno che è FONDAMENTALE:

l’autorevolezza del tuo sito!

Senza quella, nel mercato ultra-competitivo di oggi, anche il sito più bello e curato del mondo fa una tremenda fatica a posizionarsi in maniera decente e guadagnarsi la visibilità che merita.

Per far sì che il tuo sito diventi più autorevole agli “occhi” di Google e venga premiato, il modo migliore è quello di ottenere Backlink da siti di qualità, che abbiano già un DA (Domain Authority) consistente.

Il problema è che farlo non è semplice; solitamente richiede tempo e, se non conosci le fonti, potrebbe anche essere rischioso.

C’è però una buona notizia per te… 

Se vuoi far guadagnare al tuo sito web l’autorevolezza che merita, aumentando a dismisura le possibilità di ottenere un buon posizionamento su Google, hai la possibilità concreta di ottenere Backlink sicuri e con un forte DA

Tutto dimostrabile e garantito. Verificarlo tu stesso ORA: Ottieni subito i Backilnk!